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Scrittura speculare

La scrittura speculare non è un problema!

Spesso i bambini quando iniziano a provare interesse per la letto-scrittura scrivono il loro nome in modo speculare.
Iniziano da destra e vanno verso sinistra sul foglio, senza commettere errori nella sequenza delle lettere. Benché questa modalità sia quella usata da Leonardo Da Vinci non è sufficiente a scacciare le ansie che nascono nei genitori.

Da dove arriva questa misteriosa capacità?
Se provassimo noi adulti riscontreremmo non poche difficoltà, perché invece al bambino viene naturale e non si accorge del suo errore? Si renderebbe conto con più facilità di aver omesso una letterina.

Un libro per approfondire

Dehaene nel suo meraviglioso libro “I neuroni della lettura” spiega l’acquisizione della lettura a partire dalla teoria del riciclaggio neuronale e la scrittura speculare sembrerebbe sostenere questa visione: “Quando un bambino commette sistematicamente un errore oppure, al contrario, quando presenta capacità eccessive (…) possiamo supporre che ricorra a meccanismi antichi ereditati dalla nostra storia evolutiva”.

La scrittura speculare è una di queste: il sistema visivo del bambino prima di iniziare a leggere si basa su un vincolo evolutivo molto forte che lo spinge a rendere simmetrici gli oggetti che vede. Questo vincolo di simmetria è implicito nella struttura del nostro sistema visivo.
I neuroni della lettura si devono ancora sviluppare pienamente nel bambino che impara a leggere e predomina quindi la simmetria che all’inizio gli fa confondere lettere come ad esempio la “b” e la “d” o la “p” e la “q”.

Una questione legata all’evoluzione

Esaminando la questione a livello evolutivo possiamo trovare affascinanti risposte di come funzioniamo oggi. Ci siamo evoluti in un ambiente in cui la distinzione destra-sinistra non era molto utile alla sopravvivenza. Benché immersi nella tridimensione, solo due assi di movimento sono stati significativi per l’evoluzione, quello verticale e quello orizzontale: ciò ci ha permesso di discriminare oggetti vicini e lontani (ad esempio le prede), di comprendere quali pericoli potessero arrivare dal cielo o dalla terra (es. pericoli come aquile o serpenti). La terza direzione spaziale, quella deputata al riconoscimento di destra e sinistra, a livello evolutivo non è stata così rilevante, infatti sostiene sempre Dehaene : “una tigre è altrettanto minacciosa sia che presenti il suo profilo destro o il suo profilo sinistro…mentre una tigre sdraiata di schiena presenta una minaccia assai minore di una tigre le cui zampe toccano il suolo”. Inoltre, fatto non da poco, ci è stato anche utile generalizzare destra e sinistra: pensando sempre alla tigre è importante riconoscerla e scappare sia che arrivi da destra che da sinistra!
Lo sviluppo di un bambino nei primi anni di vita ripercorre alla velocità della luce le tappe evolutive dell’umanità!

Torniamo ora alle nostre letterine “b” e “d”: per imparare a leggere il bambino deve imparare ad inibire la generalizzazione simmetrica. In sintesi non dovrà più vedere queste due lettere come un solo oggetto visto da due angoli differenti ma dovrà sviluppare una classificazione neuronale qualificata per il riconoscimento visivo delle lettere.

Se non avessimo imparato ad inibire questa funzione intorno ai 5/6 anni probabilmente ogni mattina, guardando le scarpe che sono quasi identiche per simmetria, le infileremmo ancora tutti al contrario!

dott.ssa Laura Mazzarelli

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