UFFA, NON VOGLIO LEGGERE!

I bambini a volte si lamentano del fatto che leggere sia faticoso e noioso “ non voglio leggere, leggi tu, sono stanco…”…bhè, hanno ragione!
I bambini che iniziano il percorso scolastico si trovano di fronte a un passaggio importantissimo, un passaggio che prima di riguardare quel singolo bambino o quella singola bambina, ha riguardato la storia dell’Uomo: il passaggio dall’oralità alla scrittura. Imparare a leggere vuol dire decifrare un codice, attribuire un significato a dei segni grafici convenzionali e per quanto affascinante possa essere è estremamamente faticoso.

Il bambino, mentre impara a leggere, mentre traduce un codice scritto in parola con un significato preciso, non vive la bellezza della narrazione. E’ così concentrato sulle sillabe, sulla parola singola, che l’espressività della lettura, la capacità di contenere la lunghezza di una frase, l’aspetto simbolico della narrazione si perdono in questo esercizio di decodifica. Ecco allora che il sostegno dell’adulto è fondamentale: riconoscere lo sforzo che il bambino fa e nello stesso tempo fargli sentire che la parola che ha appena letto appartiene a una frase più ampia, che veicola un significato importante per lui. Ad esempio, leggere insieme ai bambini le consegne degli esercizi da svolgere, aiutarlo a capire cosa deve fare, qual è la richiesta del compito è fondamentale per sostenerlo e accompgnarlo allo svolgimento dell’esercizio senza frustrazione.

Fare i compiti ma soprattutto leggere con loro e per loro ... leggere fiabe, leggere miti e avventure, leggere facendo nascere in loro la consapevolezza che lo sforzo che stanno facendo per apprendere li accompagnerà sulla soglia di nuovi mondi da scoprire, da interpretare, da raccontare a loro volta. Leggere per loro con enfasi, leggere per emozionare, per far nascere in loro il desiderio di esplorare i mondi possibili contenuti meravigliosamente in un libro. E dentro ciascuno di loro.

Dott.ssa Laura Mazzarelli

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